Ed io che sono? Così meco ragiono.Questo sarà un blog vario ed eventuale. Racconterò di me a partire dalla mia vita: esperienze, fatti, incontri, avventure, ma soprattutto Pensieri Improvvisi.Scopo: un ulteriore strumento di ricerca di me.Non aspettatevi nulla dunque, ma attendetevi tutto..Bye
lunedì, aprile 20, 2009
grazie Benedetto!

Il metodo di Benedetto XVI (fonte:sussidiario.net)

lunedì 20 aprile 2009

Quattro anni fa come oggi, il cardinale Josef Ratzinger veniva eletto papa e assumeva il nome di Benedetto XVI. Quattro anni sono veramente troppo pochi per permettere un giudizio, sia pur sommario sull’alba di un pontificato. Il pensiero corre subito ai ventisette anni di regno di Giovanni Paolo II. Eppure non dobbiamo dimenticare che Josef Ratzinger ha già ottantadue anni, che egli è consapevole di questo, e che ha voluto imprimere perciò al suo pontificato un percorso ben preciso, sapendo di dover fare solo cose essenziali e molto incisive.

 

Egli non crede probabilmente che sia efficace spostare gli uomini da un incarico a un altro. Lo ha fatto, all’inizio del suo pontificato, ma poi si è come fermato. Preferisce il cambiamento interiore delle persone, come ha chiaramente richiesto nella sua sorprendente lettera all’episcopato cattolico. È convinto che Dio può tutto, anche cambiare il cuore degli ecclesiastici e aprirli a una considerazione più vera del bene della Chiesa e della loro stessa vita.

 

Quali sono le linee di questa concentrazione? Innanzitutto la sua attenzione principale si rivolge all’evento della liturgia. Uno degli ultimi libri pubblicati prima della sua ascesa al pontificato, Introduzione allo spirito della liturgia, se rivisitato oggi, può essere un’utile chiave di lettura di tutto il pontificato nel suo svolgimento compiuto fino ad ora. Non voglio qui riferirmi al motu proprio che riguarda la riabilitazione della messa di san Pio V, ma a qualcosa di ben più profondo, la concezione stessa che Ratzinger ha dell’evento liturgico come momento in cui si manifesta l’assoluta priorità dell’iniziativa di Dio nella vita dell’uomo, la sua grazia, la sua misericordia, e nello stesso tempo la sua capacità di intervenire nella storia, di dare forma all’esistenza, di ricompaginare, visibilmente e invisibilmente, i cammini del cosmo verso la loro ricapitolazione. Chi vuole capire qualcosa di questo pontificato deve leggere e rileggere con attenzione le omelie di Benedetto XVI, soprattutto quelle pronunciate in occasione dei tempi liturgici forti, l’Avvento e il Natale, la Quaresima e la Pasqua, la Pentecoste. Lo ha notato più volte Sandro Magister nei suoi interventi. In quei testi, Josef Ratzinger appare chiaramente come un nuovo Leone Magno, un nuovo Ambrogio, un nuovo Agostino, colui che sa trarre dall’itinerario liturgico una pedagogia esistenziale, rivelatrice di tutto il cammino dell’uomo verso Dio, e di Dio verso l’uomo.

 

Non manca, naturalmente, in queste sue omelie la profondità della storia della Chiesa, delle preghiere liturgiche antiche, soprattutto latine, a cui Ratzinger attinge a piene mani per mostrare la continuità di una tradizione e la sua efficacia. Ma anche i gesti liturgici, i tempi, gli spazi. Tutto è per lui rivelatore di una pedagogia del mondo rinnovato.

 

È come se Benedetto XVI avesse rinunciato a far dipendere il discernimento su cosa fare o non fare da una efficacia immediata. Sa che la crisi della Chiesa e nella Chiesa è profonda. Vuole seminare dunque in profondità.

 

Alla luce di queste considerazioni, si comprendono altre due iniziative che io collocherei allo stesso livello dell’attenzione per la liturgia. Sto parlando dell’anno paolino e dell’annunciato anno dedicato al sacerdozio. Attraverso l’anno paolino ancora in corso, Benedetto XVI ha voluto riandare alle radici della Chiesa e nello stesso tempo favorire un’esposizione assolutamente concentrata su Cristo della fede e della dottrina cristiana. Per Paolo esiste solo Cristo, e Cristo crocifisso e risorto. Egli non si è mai soffermato nelle sue lettere sull’infanzia di Gesù (ha tutto concentrato in tre parole: nato da donna), non ha parlato della vita a Nazareth, e neppure dei tre anni della comunità apostolica. Per Paolo, il Gesù che lo interessa è quello della passione, morte, e resurrezione, quello che è asceso al cielo e siede alla destra del Padre, il Figlio di Dio fatto carne. L’anno paolino ha permesso ai pastori sensibili e attenti di riproporre in modo vitale il cuore dell’esperienza cristiana. Allo stesso modo, e con la stessa radicalità, Benedetto XVI sa che il punto più grave della crisi della Chiesa ancor oggi è la vita sacerdotale. Scarseggiano i maestri, gli educatori, sono incerti gli insegnamenti impartiti in molte scuole di teologia, permane una crisi affettiva di molti sacerdoti, accentuata dalla solitudine e dal ripiegamento. Ma soprattutto in molti paesi, si assiste a una riduzione progressiva del popolo di Dio, la cui educazione e crescita è la finalità primaria della vita del sacerdote. Non è dunque un caso che papa Ratzinger abbia voluto questo anno sacerdotale, collegandolo al 150° anniversario della morte del santo Curato D’ars.

 

Un’ultima annotazione: il cuore del papa guarda ad est, alla Russia, alla Cina. Nel suo libro su Benedetto XVI, scritto all’indomani della nomina del papa, e che rimane comunque l’unico libro interessante su questo pontificato (Benedetto XVI. La scelta di Dio, Rubbettino editore), George Weigel, prevedendo proprio quest’attenzione di Josef Ratzinger ha scritto: “L’Asia è il continente che ha visto il più grande fallimento della missione cristiana in due millenni”. E aggiunge: “La Cina potrebbe essere il più grande campo di missione cristiana del ventunesimo secolo”. Ma anche l’India, in cui assistiamo oggi a una persecuzione così atroce dell’esigua minoranza cattolica, è un punto di riferimento importante. La sua profonda cultura induista e buddista interroga la sapienza cristiana e la fede nell’unica salvezza che viene da Cristo.

Scritto da: billacorgan alle ore aprile 20, 2009 12:27 | link | commenti | categoria: chiesa, amici, fatti, attualità, cristianesimo, benedetto xvi, carità, fede e ragione, articoli importanti
mercoledì, aprile 08, 2009
Una speranza possibile anche in Abruzzo...

Quante testimonianze di amore, di solidarietà, di aiuto reciproco, di atti eroici di coraggio. Questa intervista ne racconta una, ma ogni istante che passa ci mostra la presenza di una speranza viva che non smette di esistere mai, ma si esprime quasi violentemente proprio nelle situazioni più tragiche. Del male è il Bene più forte! La verità è che neanche il terremoto può determinarci. Su tutto il dolore vince una Presenza Amorevole che non ci lascia soli MAI! Gesù muore con quei bimbi, piange con quelle madri, soffre per quegli infelici, patisce con loro e porta la loro la Croce.  E il suo dolore e il suo amore è così pungente che dal nostro cuore ci ispira lo stesso Suo patimento. E ci sollecita a soffrire anche noi per loro, e a fare di tutto per loro, come fossimo fratelli. Egli è lì con loro, negli sguardi di tenerezza dei volontari, nei loro sorrisi, nelle braccia forti degli uomini che rischiano la vita per altri uomini, nell'abbraccio di tutta l'Italia e del mondo per quelle persone, negli aiuti che piovono a cascate anche da chi non arriva alla fine del mese.

Per vederLo vincere anche in Abruzzo non occorre alzare lo sguardo al Cielo, ma fissare tutto il reale intorno a noi. E' lì che la Sua Presenza è così evidente. Tutto ci parla di un Bene che c'è, e che vince contro la tragedia più nera. E in questa Pasqua sarà ancora più carnale riconoscere la Sua morte  e la sua Resurrezione per noi.

E' già qui. Ha già vinto e opera attraverso di noi, la Sua Chiesa, per noi.

Billa

FONTE: SUSSIDIARIO.NET

Prof, la scuola è chiusa, come possiamo dare una mano?

mercoledì 8 aprile 2009

 

Tutti a casa, niente compiti e niente interrogazioni; ma questa volta senza gioia. Gli studenti della gran parte delle scuole abruzzesi in questi giorni non andranno in classe: come vivranno le giornate dopo il terremoto? Come sapranno reagire a questa grande tragedia che li circonda?

A sentire Antonella Sanvitale, professoressa di Pescara che insegna diritto in un Istituto tecnico commerciale, gli studenti sono presenti, forti e desiderosi di dare loro anche piccolo contributo per ricostruire. E sanno bene a chi chiedere e dove andare.

 

Professoressa, qual è la situazione nelle vostre scuole?

 

Tutte le scuole, anche qui a Pescara, sono chiuse. Ora dovranno fare molti accertamenti, perché ci sono molti istituti danneggiati. Solo dopo Pasqua sapremo quando sarà possibile rientrare in classe e riprendere la normale attività

 

Avete contattato le scuole e i colleghi che lavorano all’Aquila?

 

Sì, ho chiamato alcuni insegnanti dell’Aquila, molti colleghi con cui ho fatto l’esame di stato in questi anni. Molti di loro si trovano qui a Pescara, dove sono stati accolti nelle strutture alberghiere della città. Importante ricordare che tutti gli alberghi hanno dato la disponibilità, anche gli alberghi migliori del centro. Ho potuto raggiungere alcuni di loro, portando vestiti e altre cose di cui avessero bisogno.

 

Con i suoi colleghi della scuola come state affrontando la situazione?

 

Nella mia scuola alcuni mesi fa avevamo affrontato, con i colleghi e molti studenti, un percorso di approfondimento sul bullismo, all’interno del quale avevamo trattato il tema e il significato della gratuità. Per capire questo avevamo incontrato e conosciuto alcune realtà che facessero vedere in atto questa gratuità, e tra queste il Banco Alimentare. Ebbene, memori di questo lavoro, ben sette miei colleghi mi hanno chiamato e mi hanno chiesto come possono dare una mano.

 

E gli studenti?

 

Gli studenti sono stati veramente straordinari. Naturalmente in questi giorni non ci vediamo, e sono stati proprio loro a chiamarmi, dicendo: “professoressa, visto che non andiamo a scuola, cosa possiamo fare per dare una mano?” Sia i ragazzi che i colleghi mi hanno detto che volevano rendersi utili sostenendo l’iniziativa del Banco Alimentare per il terremoto. Si ricordavano di quello che avevano visto, e hanno detto: mi fido di quella realtà, so che opera bene e quindi voglio mettermi a disposizione.

 

Che cosa le lascia un’esperienza come questa?

 

È un episodio che parla di una stima in atto, di un profondo rapporto con gli alunni della mia scuola, che si sente soprattutto in questo momento in cui c’è dolore negli occhi. Non dimentichiamo che  l’Abruzzo è piccolo e ci conosciamo un po’ tutti, per cui ci sono amici, figli di amici che studiano a l’Aquila e che si trovano al centro del disastro. Per fortuna non ci sono morti tra i nostri conoscenti più stretti. Comunque la cosa grande che rimane è il fatto che, dentro il dolore, si è aperto lo sguardo di chi sa dove guardare, quali sono i punti reali a cui affidarsi per guardare con speranza al futuro. Non hanno dato una disponibilità generica, hanno detto: “abbiamo conosciuto il Banco, sappiamo che ci possiamo fidare e vogliamo dare una mano”. È una cosa che mi ha veramente colpito, e di cui vorrò parlare quando torniamo a scuola. Per il momento quello che farò è coinvolgerli appena possibile con l’iniziativa della raccolta fondi del Banco.

Scritto da: billacorgan alle ore aprile 08, 2009 10:50 | link | commenti (1) | categoria: vita, abruzzo, fatti, santi, riflessione, attualità, realtà, carità, aiuto cercasi, banco alimentare, articoli importanti, del male è il bene più forte, uomini vivi
domenica, febbraio 08, 2009
E siamo già in 70.000 per Eluana

Coraggio continuiamo ad aderire all'appello a Napolitano per salvare Eluana. Eluana è purtroppo entrata in agonia, ma non poniamo limiti alla Provvidenza, e continuiamo a pregare per lei. A volte i miracoli accadono!

ps Beppino: abbi il coraggio di guardare in faccia cosa sta accadendo a tua figlia, le labbra sono sempre più secche, iniziano i primi spasmi...

Ti prego, Beppino, o almeno lei, Caro Presidente, ritornate sui vostri passi...Lo dico per voi, altrimenti avrete sulla coscienza un terribile fardello da portare per il resto dei vostri giorni...

Billa

 

ps Silvio: hai guadagnato con un'azione mille punti paradiso!!!Ciò che hai fatto già è straodinario, segno che Qualcuno da lassù sta facendo di tutto perchè Eluana viva!

Scritto da: billacorgan alle ore febbraio 08, 2009 20:32 | link | commenti | categoria: notizie, diritti, fatti, stato, preghiere, testimoni, miracoli, riflessione, attualità, realtà, governo, carità, laicità, giudizi, fede e ragione, sì a vita, avvenireit, storia dei nostri tempi, tristezze nostrane, i cattolici di oggi, del male è il bene più forte, limprevisto è la sola speranza, uomini vivi, protagonisti o nessuno, eluana englaro una vita degna
domenica, dicembre 21, 2008
Pensieri Improvvisi Natalizi...

Buona Lettura!

Billa

Natale

Natale,

il Natale del mondo,

è di giochi e colori, 

di luci a intermittenza,

di musica di jingle bell per le strade.

Natale,

il Natale nel mondo,

sono gli occhi furbetti di bimbi

 in baldanzosa attesa,

sono gli occhi stanchi di adulti

in delirante attesa

del 26 dicembre.

Natale,

il mio Natale,

babbo che cura

 il camino acceso

mamma che prepara

 sontuosi pranzetti

e vi arriva alla fine

sempre più esausta.

Natale,

il mio Natale,

profuma di nonna,

d'acqua di colonia,

per le grandi occasioni.

Profuma di mascarpone

preparato in casa,

per l'immancabile

merenda in famiglia.

Natale,

il Natale nel mondo,

del mondo, per il mondo,

è la nascita di un Bambino,

che opera tutto piccino

nei cuori di chi Lo desidera.

E' il Natale

di un Bimbo speciale,

che dona la Felicità insperata

all'uomo che la cerca dall'eternità.

 

J.B.C. Eyre (traduzione di Teresa Rebardi)

Scritto da: billacorgan alle ore dicembre 21, 2008 17:11 | link | commenti (2) | categoria: auguri, poems, fatti, attesa, , natale, tradizione, limprevisto è la sola speranza, jbc eyre
martedì, dicembre 09, 2008
Bentornata Sapienza!

da un'email di aqua, che ringrazio, scopro notizie davvero interessanti, che caso strano i giornali tacciono...

Elezioni Sapienza, ufficiale la vittoria delle liste pro-Gelmini
Roma, 03 DIC (fonte: velino.it)I risultati definitivi delle
elezioni studentesche alla Sapienza dello scorso 25-26 novembre
confermano l'esito pro-Gelmini del voto emerso inforlmalmente nei
giorni scorsi. Ai primi tre posti si sono infatti piazzate liste
apertamente a favore della riforma del governo. Il primato e' andato a
Vento di cambiamento, vicina al rettore Luigi Frati, che ha stretto un
accordo elettorale con i giovani di Forza Italia. Oltre tremila i voti
conseguiti nel voto per il consiglio di amministrazione dalla sigla,
che e' riuscita a eleggere propri rappresentanti in ogni organo
direttivo: due in cda e Senato accademico, uno nel Comitato sviluppo
sport universitario e nel Comitato Adisu. Al secondo posto si e'
piazzata Mondo Sapienza (2.019 preferenze per il cda), espressione di
Comunione e Liberazione, seguita dai giovani di An, raggruppati in
Azione universitaria (1.722 preferenze). A seguire, gli ambientalisti
del Pd di Sapienza in movimento (1.629), i collettivi universitari
protagonisti dell'Onda di Anomalia Sapienza (1.323), gli universitari
del Pd (Studenti democratici, 1.133), quelli vicini alla Cgil dell'Udu
(1.046) e "I Corvi", del Partito umanista (169). Dei sei
rappresentanti studenteschi del cda dell'ateneo, due saranno di Vento
di cambiamento (Pietro Lucchetti e Paolo Maniglio) e uno a testa per
Mondo Sapienza (Matteo Fanelli), Azione universitaria (Giuseppe
Romano), Sapienza in movimento (Gianfranco Morrone) e collettivi, che
portano in consiglio uno dei leader della protesta delle ultime
settimane, Giorgio Sestili. Appartengono alle stesse liste anche i
cinque eletti al Senato accademico, a eccezione dei collettivi. Si
tratta di Giuseppe Roda' (Azione universitaria), Paolo Piccini (Mondo
Sapienza), Giovambattista Barberio (Sapienza in movimento), Giuseppe
Alessio Messano e Mellace Francesco (Vento di cambiamento).

 ---------------------

Con la vittoria delle liste di centro destra, l'Uni Sapienza si è pronunciata, a maggioranza, a favore della riforma Gelmini, di contro a quello che le numerose proteste susseguitesi poche settimane fa sembravano farci credere (il potere della disinformazione continua a produrre vittime...).

L'ottimo risultato della lista di Comunione e Liberazione, posizionatasi al secondo posto, è stato un segnale ancor più positivo perchè ha dimostrato quale fosse la vera posizione della maggioranza degli studenti dell'Università riguardo ai fatti accaduti circa un anno fa, quando questa era stata resa protagonista di un gravoso atto antiliberale e antidemocratico, provocato da una minoranza arrogante di studenti di estrema sinistra (occupata l'Uni questi erano riusciti ad impedire la visita del Santo Padre nella Giornata dell'Inizio Anno Accademico)

La Sapienza ha dimostrato la sua vicinanza alle posizioni di quei 50 e più ragazzi di Cl che avevano partecipato alla GIA imbavagliati per dimostrare il loro sostegno al Santo Padre, e che si erano in massa presentati a San Pietro con cartelli quali: Se il Papa non va alla Sapienza la Sapienza va dal Papa.

L'Ignoranza di pochi allora aveva prevalso, offuscando il nome dell'Università. 

La Sapienza dei molti è finalmente tornata a far sentire la sua voce!

Notte

Scritto da: billacorgan alle ore dicembre 09, 2008 20:28 | link | commenti | categoria: roma, fatti, attualità, riforme, università, benedetto xvi, laicità, santopadre, articoli importanti, unicatt, storia dei nostri tempi, i cattolici di oggi, limprevisto è la sola speranza, uomini vivi, ministro gelmini, decreto gelmini
lunedì, dicembre 01, 2008
La Colletta Alimentare: gli effetti del “contagio della caritàâ€-storie di protagonisti-

L'articolo che propongo oggi parla dei risultati della Colletta Alimentare, giornata di raccolta di prodotti alimentari in favore delle famiglie più disagiate, che si è svolta sabato scorso in gran parte dei supermercati d'Italia. Mi ha colpito perchè gli effetti prodotti da quel che viene chiamato qui "il contagio della carità" sono a dir poco impressionanti: egiziani e africani che  aiutano i volontari italiani e dedicano del loro tempo per il bene dei più poveri, dimostrando che a partire dalla condivisione di un bisogno comune, l'integrazione è possibile; volontari che affrontano pioggia e neve per raccogliere e suddividere i prodotti da ogni supermercato, stando in piedi anche tutta la notte. E poi tante storie di persone che testimoniano la bellezza e la gioia del dare. Anche stavolta la sfida lanciataci dagli organizzatori del Banco ha ottenuto un riscontro più che positivo, perchè la verità che ogni anno con più vigore si riafferma con la Colletta, è che più uno dona con gratuità più è realmente più felice lui, riceve lui il centuplo in risposta. Anch'io mi sono proprio lanciata con tutta me stessa nell'ora e mezza che vi ho dedicato, e devo ammettere che ne sono uscita piena e grata anche quest'anno (e anche con un credito di due Ave Maria promesse a una signora anziana).

Ora il mio desiderio è che davvero ogni giorno sia un giorno di Colletta, ovvero che il contagio della Carità e i suoi effetti non spariscano nel giro di poche ore, ma permangano nel cuore di ciascuno, nel mio per primo, il più a lungo possibile. E per farlo, grazie a Dio, non è necessario aspettare che trascorra un altro anno. Basta essere semplici nel donare sé stessi, ciascuno nella propria quotidianità, ciascuno obbedendo alle necessità che emergono giorno per giorno. So' che sembro semplicista nell'affermare che non è difficile vivere così, ma la giornata della Colletta è stato per me il riaccadere di un fatto possibile, e dunque che può avvenire non solo uno, ma tutti i giorni della mia vita.

Ora sappiamo che facendo così siamo più lieti, giusto? Dunque intuita la strada, il resto poco importa! Seguiamo, proprio con tutti i nostri limiti, questo nostro desiderio di felicità e pienezza: la risposta c'è, e come ci dimostrano i numeri di quest'anno, nel cammino non siamo affatto soli. Se inciampiamo, più di cento mani ci tenderanno la mano! E dunque: cosa temere ancora?

Un abbraccio e grazie a tutti quelli che han collaborato, e a quelli che mi han dato l'occasione di farlo.

Billa

Gianluigi Da Rold

lunedì 1 dicembre 2008

I numeri sono ancora positivi e su quelli ci soffermeremo per qualche considerazione. Ma l’impatto e l’importanza della dodicesima Colletta alimentare rivelano ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, l’intuizione di don Luigi Giussani e di Danilo Fossati.

Il semplice atto di carità, il semplice gesto del dono batte tutte i modelli e tutti i programmi di rilancio economico, svela l’autentica povertà dei meccanismi della tecnofinanza. Soprattutto in un momento come questo di grave crisi finanziaria mondiale e di recessione economica ormai dichiarata dagli osservatori internazionali.

Come diceva Luigi Giussani agli amici anche più increduli: si assisterà con questa giornata allo spettacolo della carità. Si pensi solo a questo raffronto: i consumi a livello nazionale calano in percentuale del 3%: la Colletta alimentare aumenta ancora la portata complessiva della sua raccolta in un giorno solo avvicinandosi alle novemila tonnellate e segnando un nuovo incremento percentuale che è quasi di un punto.

 E poiché l’importanza del gesto prevale sempre sul risultato, va anche aggiunto che questa volta l’ultimo “sabato di novembre” è coinciso con una giornata in cui la stessa Protezione civile, per le eccezionali condizioni atmosferiche di freddo, neve e pioggia, consigliava di starsene a casa.

L’atto di carità vale quasi un piccolo “peccato di disobbedienza civile”, perché malgrado le avverse condizioni di tempo, ancora una volta oltre cinque milioni di italiani hanno donato una parte della loro spesa ai poveri e almeno più di centomila italiani si sono presentati nei grandi punti di vendita per aiutare la raccolta, per trasportare le merci, per immagazzinarle al fine poi di distribuirle. Se questo non è lo spettacolo di un popolo civile, attento e consapevole verso il bisogno dell’altro, si può anche ridiscutere lo stesso concetto di civiltà che è nato da tradizioni secolari.

 Il fatto più importante da sottolineare resta sempre quello di un doppio stupore: il primo è quello di una mobilitazione spontanea, che diventa incredibilmente ordinata ed efficiente; il secondo è la portata economica e sociale che il Banco Alimentare ha innescato nella società italiana. Può anche fare poco effetto il controvalore (decine di milioni di euro) della merce destinata alla popolazione più disagiata.

 Ma certo, dopo anni di attività, viene attestato da economisti e da grandi uomini di finanza che il meccanismo della raccolta nella Giornata della Colletta e quello stesso che il Banco Alimentare mette in atto per tutto l’anno, sono da “premio Nobel”, come dice un grande economista, Luigi Campiglio. Oppure hanno aspetti e criteri di efficienza e razionalità che sono da primato in fatto di imprenditorialità, come ha dichiarato l’amministratore delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera.

 Alla fine, di fronte a una cultura scettica dominante, emerge sempre lo stupore complessivo di come il cuore dell’uomo sappia cogliere e rispondere, con semplicità e spontaneità, ai bisogni più urgenti.

Non è solo questo l’aspetto prevalente che si coglie nell’attività del Banco Alimentare e della Giornata della Colletta. C’è in più la coincidenza di una partecipazione singola e collettiva degna di un grande racconto o di milioni di storie personali, tutte differenti, tutte incredibili da vedere.

C'erano i volontari di Torino e del Piemonte, in oggettiva difficoltà per una tormenta di neve su tutta la loro regione. Il problema non era solo la raccolta nei supermercati, ma anche la difficoltà del trasporto e dell’immagazzinamento. Ecco come si può dare “qualcosa in più”. Si può fermarsi nei magazzini, magari gelidi, ammucchiare le merci e metterle in scatola, poi dormire nei sacchi a pelo pur di completare un lavoro nel giro di poche ore al mattino successivo.

 Il problema non è di latitudine, perché nel Materano, le condizioni meteorologiche e di viabilità erano ancora peggiori. E lì c’è voluto tutto il sacrificio personale e corale di andare a recuperare quello che è stato raccolto nei punti più disagevoli della zona.

 Ma per cogliere lo spirito dell’iniziativa bastava guardare al di fuori di un grande supermercato della cintura milanese e vedere come anziani pensionati portavano spontaneamente interi carrelli di merce in dono, riservandosi per loro la spesa consueta del weekend.

 Bastava alla fine ascoltare i brevi colloqui tra i donatori e i volontari: «Questo è il mio pacchetto, ma come posso fare per rendermi ancora più utile? Posso venire anch’io a darvi una mano?» È come se si formasse una sorta di “contagio” benefico, come se l’esempio e il dono si unissero per raggiungere un traguardo più ampio. Si assiste di nuovo all’aspetto più bello, cioè al fatto che fare del bene agli altri, coinvolge al punto che fa stare bene anche l’autore del dono.

Le storie dei singoli, segnalate per cronaca, riempiono ogni anno lo “spettacolo della carità”. Impossibile segnalarli tutti, ricordali tutti. Vale la pena di ricordare ancora, come cadano in questa giornata tutte le differenze culturali e religiose, sociali e politiche.

Se in tutti i mesi dell’anno puoi guardare, talvolta, quasi con sopportazione gli immigrati, gli extracomunitari che fanno parte ormai di ogni grande città o provincia italiana, nella Giornata della Colletta, ti accorgi che la carità alla fine sembra la strada migliore per un momento di autentica integrazione.

Come a Pisa, dove dieci nordafricani islamici e ospitati in un dormitorio pubblico hanno fatto per tutta la giornata i volontari, o come a Milano dove un gruppo di ragazzi - anche loro musulmani - hanno aiutato i volontari a inscatolare quanto raccolto.

O come Mario, egiziano con un piccolo negozio di pizzeria e kebab a Milano, che sabato ha dedicato due ore alla Colletta, anche se, preso tra mille difficoltà, non chiude quasi mai il suo negozio. E' da poco riuscito a portare in Italia sua moglie e i suoi tre figli, così prova a tirare avanti la famiglia e la sua impresa, cercando l'asilo per i due piccolini, di seguire la maggiore nei compiti e di insegnare alla moglie un po' di italiano. È un cristiano, con la pelle scura, insomma quanto basta per farsi guardare con diffidenza dai connazionali e dagli italiani. Eppure quelle due ore di lavoro (in cui avrà perso qualche cliente) gli "sono sembrate volare".

 «Sai - ha detto al volontario che lo aveva invitato a venire, mentre preparava le scatole con una velocità e una cura impressionanti - sono contento di essere qui, oggi è il compleanno di mia moglie, ma so che anche lei è contenta: è giusto dare una mano a chi fa fatica, e poi volevo conoscere i tuoi amici». Poche parole, e tanto lavoro per Mario, sabato come ogni giorno. Fuori piove e ci sono le pizze da consegnare in motorino. Ma con un sorriso in più, e la consapevolezza di non essere soli.

Scritto da: billacorgan alle ore dicembre 01, 2008 15:59 | link | commenti | categoria: eventi, mondo, diritti, fatti, miracoli, riflessione, attualità, realtà, eventi culturali, giudizi, pensieri improvvisi, banco alimentare, articoli importanti, il senso religioso, religione e religioso, il giuss, protagonisti o nessuno
domenica, novembre 23, 2008
Perchè dire di sì alla vita?

Eluana: un fatto con cui il Mistero ci sfida

Un mio amico mi ha mandato (grazie Mattia) gli appunti di un incontro a Lecco tenuto sul caso Englaro, dal titolo Carità o Violenza. Propongo qui l'intervento di Julian Carron: spero sia per voi come per me un'occasione per riflettere e chiedersi senza paura: perchè vale la pena vivere?Perchè accettare la realtà e la sfida che certi fatti anche dolorosi ci lanciano può essere un bene per noi?

A me interessa uno che mi testimonia una speranza possibile, che una Risposta  a queste domande c'è. Se interessa anche a voi, Buona Lettura!

Billa

INTERVENTO DI JULIAN CARRON (Lecco): Stare davanti a tutto ciò che accade: la questione è se ci lasciamo provocare da quello che accade o se appicichiamo la nostra risposta già prefabbricata.

Occorre coinvolgere direttamente sè stessi, non metterci di fronte ai fatti come se avessimo già la risposta giusta. Occorre sentirne la sfida. Mi colpisce che tu (relatore) mi chieda "aiutaci a guardare": è proprio questo. Diamo la precedenza al reale perché tutto ciò che accade è per noi e c'entra con la verifica della fede.

Noi non sappiamo: siamo davanti al Mistero. Se svuotiamo la persona dal Mistero, come ogni tanto ci guardiamo, ci trattiamo, le facciamo violenza. Io non posso decidere per quella persona perchè non so, non lo so, è un Mistero. Tante volte nel quotidiano ci dimentichiamo che il valore della vita è il rapporto con il Mistero, in qualunque situazione siamo, e il valore è che oggettivamente Uno la vuole, ci vuole.

Occorre imparare a guardare quello che abbiamo davanti e lasciarci colpire dalla realtà, che ci introduce al Mistero.

Guardando in tale modo una persona, per la totalità dei suoi fattori, evito di ridurla.

Perchè noi facciamo fatica ad avere questo sguardo? Perchè non usiamo la ragione in questo modo?

Usiamo la ragione con una misura dentro perchè ci spaventiamo così tanto che non riusciamo ad uscirne. Quando la vita è bella è più facile uscirne: se ricevi un mazzo di fiori chedi "ma chi me l'ha mandato?", quando la vita stringe la misura si stringe a ciò che è sopportabile, a ciò che capiamo. Eppure quante volte ci sono capitate cose che non capivamo e poi si sono mostrate strada per qualcosa di grande? Lasciamoci sfidare dalla modalità che ci viene data per entrare nel Mistero di più, non chiudiamoci. E' solo quando il Mistero ci mette davanti fatti che ci superano, che allora siamo introdotti al Mistero.

Se uno si lascia lealmente colpire, escono le domande. La cosa più bella o meno bella è sempre la modalità con cui il Mistero ci desta, non ci lascia tregua, non ci lascia sostare nella nostra misura, per farci entrare di più, perchè ci vuole sempre di più. C'è solo una modalità: il reale. E' così che ha fatto anche con i discepoli: non si è accontentato di dar loro da mangiare e da bere, ma ha continuato a sfidarli, perchè aveva a cuore il loro destino più di loro; "Se non mangerete della carne e non berrete del sangue del Figlio dell'uomo, non avrete la vita eterna." Lui continua a sfidarci: prende sul serio il nostro bisogno (ha dato il pane per mangiare ai discepoli) ma vuole introdurci al Mistero per cui siamo fatti, quindi non molla. E' un amico: non ha il problema di restare solo e costringe i discepoli a tirar fuori dalle loro viscere il perchè, la ragione per cui seguono quest'uomo. Se non mi scandalizzo di un rapporto dell'altro mondo in questo mondo, sperimento la pienezza. Non accettare il reale così come viene dato, senza darci tregua, senza lasciarci mai tranquilli, ci renderà sempre più fragili, sempre più senza ragioni dell'essere con Lui.

Tutto ciò che viene è decisivo per la nostra fede. Chi accetta la sfida impara sempre di più. La realtà è questa: non è in contraddizione con il fatto che Uno ci voglia bene.

Qual è l'ultima volta che con coscienza, commossi, abbiamo detto "Io sono" nella consapevolezza di dire "Io sono fatto", Uno mi vuole adesso?

La realtà ci sfida nel presente. Se in ogni fibra non hai tutto quello che hai visto, allora quando viene una cosa dura che ti sfida, nasce in fretta il sospetto. Questa strada è il disegno misterioso perchè arriviamo preparati a stare davanti a Qualcosa che supera la nostra misura.

I discepoli non sono rimasti perchè capivano, ma per ciò che avevano visto. Solo per questo l'obbedienza è ragionevole.

Se la nostra fede non fa questo percorso avrà una data di scadenza. Questo non ci è risparmiato; grazie a Dio non ci è risparmiato di essere introdotti al Mistero perchè diventi sempre più familiare. Occorre accettare il percorso che piano piano introduce una corrispondenza, una pienezza, una familiarità che alla fine uno abbandona la sua misura.

La scuola di comunità è la migliore risposta a tutto quello che succede, nella compagnia di Giussani, che ci introduce al Mistero della vita.

Cosa dice la sdc (scuola di comunità è la catechesi di Comunione e Liberazione) sull'obbedienza? Cos'è seguire? Seguire è avere lo stesso sentimento di Cristo di fronte al Padre, che riconosce, accetta e aderisce al disegno del Padre. Neanche a Cristo uomo è stato risparmiato di stare davanti alla volontà del Padre più grande della sua misura, Lui non voleva morire. Ma come Cristo uomo ha potuto vivere questa fedeltà? Non perchè era Dio, non perchè avesse una forza, una energia divina; se pensiamo così pensiamo a Gesù come al più moralista: uno che con le sue capacità, le sue forze ha vinto il male. Invece Cristo ha sofferto, ha patito il male, ha vissuto il dolore. Ma qual è il male peggiore del male? Non il dolore, ma la rottura del legame. Quando un amico ti fa male il peggio non è il dolore, ma che si spezza qualcosa, si introduce il sospetto. E quando questo succede non solo con un amico ma con Dio, succede che forse riconosciamo che Lui all'origine ci ha dato la vita, che ce la sta dando ora, ma stiamo davanti ai segni con un radicale sospetto, non come se fossero doni, come se si avesse un radicale sospetto sulla bontà del Mistero. Così non c'è alcuna possibilità di speranza. Chi non ha un legame con il Mistero, poveretto, non ha speranza nella bontà delle cose, tutto ciò che lo supera è contro di lui. L'ha attraversato anche Gesù, ma Lui non ha ceduto a questa tentazione, in Lui non ha vinto il sospetto. Ha sofferto il male ma questo non ha prodotto il male più male: la rottura del legame.

Questo perchè? Non perchè avesse una forza una energia particolare, ma per il legame, per l'amore del Figlio verso il Padre. E' la certezza del legame che vince il Male. Gesù era un figlio. Il dolore non ha potuto strapparlo dal Padre.

La Resurrezione è la vittoria di questo legame. E Dio lo ha glorificato: ferete gli stessi miracoli che io ho fatto e ne farete di più grandi. Soltanto obbedire fino alla morte ti permette questa conoscenza, questa familiarità, questo legame. Il vivere con Te vale più della vita. Senza di Te la vita è niente. L'obbedienza è per la corrispondenza che ci lega sempre di più a Lui. Il vero problema si chiama certezza: è il legame di Gesù con il Padre.

Il mondo sta crollando perchè non bastano delle buone leggi sulla famiglia, perchè i valori da soli non tengono, senza Cristo. La fede ha una scadenza, se non è il rapporto con Cristo vivo.

L'amicizia è questo: non darsi mai tregua, non essere mai tranquilli, essere amici come Gesù con i discepoli.

Questa è la sfida per noi, il nostro cammino di fede. Solo così testimonieremo con la nostra vita quel carisma che Dio ci ha donato.

Ora vi leggo una cosa che non posso non condivedere con voi, è di Don Giussani, in diretta per noi: "L'Essere è Mistero esistente. La situazione tragica dell'uomo è che non Lo riconosce. Ma cosa consente questo? L'Essere è Carità. Il Mistero che ci fa esistere, che si propone da ogni parte, è Carità. Dio sopporta sè stesso perchè è Carità. Essendo Amore si accetta e si propone. Possiamo accettare noi stessi, gli altri, la realtà, solo se apparteniamo a questo vortice di Carità; solo così uno incomincia ad abbracciare tutto. Non potrà essere sconfitta questa Carità, neppure se sono solo."

Il mondo è costruito dal nostro sì, dalla nostra adesione alla Carità, il Mistero con noi.  

 

 

vi rimando inoltre ad un articolo interessante su Eluana:

clicca qui (fonte StranoCristiano.it): sulla disinformazione e sul laicismo del Corriere della Sera, sui no di Friuli, Veneto, Lombardia a ospitare nelle loro strutture la prima morte per eutanasia in Italia; sullo stato vegetativo (con link che rimandano a un glossario scientifico in merito, per chi ancora non avesse capito di cosa si tratta) e su come avverrà la tragica morte di Eluana: morte che prevede una lunga e dolorosa ogonia (e menomale che il padre le vuole bene, e lo ha fatto per amore della figlia...)

Scritto da: billacorgan alle ore novembre 23, 2008 10:10 | link | commenti | categoria: appunti, chiesa, fatti, testimoni, attualità, cristianesimo, carità, fede e ragione, sì a vita, il giuss, protagonisti o nessuno
venerdì, novembre 21, 2008
A verità condusse poesia...

Gant“La poesia è uno scoprire e stabilire convenienze e richiami e concordanze tra il Cielo e la terra e in noi e tra noi...La poesia intesa in modo totale, ossia cattolico, è la bellezza che rende palese, come arcano riverbero, la Bontà infinita che ha sì gran braccia...”

Clemente Rebora

buona notte!

Billa

 

Scritto da: billacorgan alle ore novembre 21, 2008 21:27 | link | commenti (1) | categoria: poesie, fatti, testimoni, verità, fede e ragione, clemente rebora, comunicando la bellezza, del male è il bene più forte, uomini vivi, protagonisti o nessuno
lunedì, novembre 17, 2008
La storia di due protagoniste rapite non importa al mondo della disinformazione...
Quando il rapimento non fa notizia...Perchè parlare di due vite in pericolo? Che vergogna!
....
Niente appelli, né cortei o manifestazioni. Le due religiose piemontesi non fanno notizia. Forse c’è una classifica anche per i sequestri (fonte:  Il Mascellaro: quando la bassa è anche un punto di vista...)


di Tony Damascelli
Tratto da Il Giornale del 15 novembre 2008

Maria Teresa e Rinuccia, qualcuno ha sentito parlare di queste due donne italiane?

Sono scomparse nella notte tra il 9 e il 10 di novembre, scomparse no, rapite, portate via da una banda di duecento figuri, in Kenya, al confine con la Somalia, nei pressi di El-wak. Maria Teresa di cognome fa Olivero, la Rinuccia si chiama Giraudo, hanno superato la sessantina, da trentacinque anni vivono e lavorano in quel Paese dell’Africa. Non sono giornaliste, nemmeno soldatesse, non indossano né il burqa, né il chador, non sfilano in corteo, non sventolano bandiere, non propagandano idee politiche, faticano sul fronte dell’esistenza quotidiana, si occupano dei malati e indossano l’abito religioso, sono suore. Purtroppo. Purtroppo perché nessuno si sta occupando di loro.

Non fanno notizia, non c’è sangue, non ci sono immagini violente, non ci sono appelli di giornali, di parenti disperati, non vedo sfilare cortei, non mi risultano manifestazioni, adunate davanti a san Pietro, il silenzio è comodo per chi si deve occupare di altro, di tutto ciò che serve a finire in prima pagina, un titolo, una foto e via, ma non due suorette piemontesi, religiose del Movimento Contemplativo missionario «Charles De Foucauld», di Cuneo. Se si fosse trattato di Foucault, con la t, quello del pendolo, allora sì, forse, magari ma il nobile alsaziano convertitosi dopo una vita di lussi e lussurie, nessuno sa chi sia mai stato e poi, ormai, in Africa può accadere di tutto, la cronaca offre vicende più polpose, meglio dire pulp. La cronaca di paese ricorda, ad esempio, che stasera la comunità del Movimento religioso terrà una veglia di preghiera per Maria Teresa e Rinuccia, a San Rocco Castagnaretta, diciamo Cuneo. Escludo che alle preghiere si uniscano le belle gioie del firmamento socialpolitico, non credo nemmeno siano previsti collegamenti e servizi speciali che sistemino la coscienza e coprano l’arco costituzionaltelevisivo da AnnoZero a Porta a Porta, da Matrix a Ballarò; in fondo, trattasi di roba piccola, le suore non possono tirare su gli ascolti eppoi queste due appartengono a un movimento contemplativo, dunque la meditazione fa a pugni con i consigli per gli acquisti, meglio l’isola con i suoi famosi e l’agitazione dei piloti Alitalia.

Eppure ci sono due vite in bilico, due vite di donne italiane, passate dalle mani del Signore a quelle dei banditi, anche perché padre Pino Isoardi, responsabile del movimento religioso missionario di Cuneo, si sente di escludere un coinvolgimento nella vicenda di fondamentalisti islamici, non in assoluto anche se, da alcuni anni, in quelle terre, ha chiarito lo stesso Isoardi, ci sono state infiltrazioni di quel tipo ma che non c’entrerebbero con il popolo di Charles de Foucauld.

Si usa il condizionale, non si sa mai, chissà. Il ministero degli Esteri italiano sta seguendo sotto traccia lo sviluppo di questa storia comunque strana, direi sghemba per come viene osservata, letta, presentata, anzi trascurata se non dimenticata. C’è una classifica anche per i sequestri di persona oltre confine, i rapiti debbono avere i documenti i regola: conta la loro appartenenza, conta la loro visibilità, conta il loro curriculum di vita e di carriera. Suor Maria Teresa e suor Rinuccia forse stanno pregando. Non per la loro fragile salvezza. Ma per la nostra miserabile ignoranza.

Scritto da: billacorgan alle ore novembre 17, 2008 08:40 | link | commenti (1) | categoria: italia, chiesa, mondo, notizie, diritti, fatti, attualità, cristianesimo, carità, giudizi, articoli importanti, i cattolici di oggi, del male è il bene più forte, limprevisto è la sola speranza, protagonisti o nessuno
sabato, novembre 15, 2008
Eluana: una battaglia vinta dalla cultura della morte

Vi suggerisco la lettura dell'intervista, pubblicata sul Sussidiario.net ,  a Mario Melazzini, presidente della Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (AISLA), e malato di Sla dal 2002.

Toccanti anche le parole di Fulvio De Nigris, che dopo aver messo di lottare per la vita di suo figlio, Luca, "scomparso a soli 15 anni nel 1998, dopo il calvario di una malattia che l’ha segnato dalla nascita, fino all’aggravarsi della sua condizione, al coma, alla speranza data dal risveglio, e infine alla morte", ora lotta "per coloro che hanno la vita “sospesa", come l’ha avuta il suo  Luca per 240 giorni, ma che da quel sonno apparente potrebbero risvegliarsi". Chiede che la società dovrebbe preoccuparsi non di garantire il diritto alla morte, ma di garantire sostegno e appoggio per la maggioranza delle famiglie di coloro che vivono in quella condizione e hanno bisogno di attenzione e cura. Famiglie che tante volte sono abbandonate e sole anche economicamente a difendere il diritto alla vita dei loro cari.

Bisogna decidere cosa si vuole: se si preferisce promuove una cultura della morte, o lottare e battersi per una cultura che abbia a cuore la persona in primis, e la sua vita.

Voi cosa volete per voi stessi?

Non dobbiamo aver paura della fatica, del sacrificio che ci aspetta o che patiamo tante volte. Non siamo mai lasciati soli a portare la nostra Croce, mai! Mi è sempre capitato che proprio nella sofferenza mi venisse donato come un sovrappiù di Amore. Al posto di cercare di eliminare o soffocare in ogni modo il nostro dolore (non pensate che uccidendo sua figlia Beppino non proverà più sofferenza nella sua vita. E allora che facciamo? Uccidiamo anche lui e tutti gli infelici di questa terra?), pur di non fare la fatica di affrontarlo e domandarsi il perchè (la Risposta a chi domanda arriva sempre), aiutiamoci invece ad abbracciare ciascuno la sofferenza dell'altro, come Gesù ha portato per amore nostro la sua e nostra Croce affinchè giungessimo con Lui alla vita eterna. Non dobbiamo aver paura del dolore perchè anche e soprattuto da lì può passare e passa la sua eterna misericordia per noi, e passa anche il nostro rapporto con Lui, che mai ci lascia da soli ad affrontare tutto! Gesù ha già vinto! Vince continuamente! E con Lui, in Lui, e per Lui possiamo vincere anche noi.

Ecco la testimonianza di un uomo che vince ogni giorno... Vi lascio con una delle lettere mensili di padre Aldo... Leggete per credere: è possibile vivere così!

 

 billa

Scritto da: billacorgan alle ore novembre 15, 2008 10:05 | link | commenti | categoria: amore, vita, chiesa, amici, diritti, fatti, passione, testimoni, miracoli, attualità, cristianesimo, verità, carità, letture consigliate, fede e ragione, articoli importanti, spe salvi, storia dei nostri tempi, del male è il bene più forte, limprevisto è la sola speranza, protagonisti o nessuno, padre aldo
Ed io che sono? (così meco ragiono)
La conoscenza di sè è una scienza tanto alta e necessaria che senza di essa non vi può essere profitto per le nostre anime. Essa fa' si che il peccatore convertito non possa mai stupirsi abbastanza nel vedere l'amore di Dio tanto grande e smisurato a suo riguardo. (Venerando Giovanni di Saint Simon)
Utente: billacorgan
Nome: billa corgan
studente, aspirante insegnante e chissà che altro...Amante dei buoni e santi libri e dell' arte in tutte le sue forme -poesia e letteratura in particolare- mi interessa anche il mondo della politica, della storia, dell' attualità... Ovvero tutto ciò che c' entra con me. Sarà dunque un blog vario ed eventuale,imprevedibile, proprio come la vita. Non aspettatevi nulla, dunque, ma attendetevi tutto... Buon Viaggio! ...Becoming Billa... *************************************** Questo blog e' un prodotto amatoriale e non editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001. Premesso che tutto il materiale pubblicato su Internet e' di dominio pubblico, se qualcuno riconoscesse proprio materiale con copyright e non volesse vederlo pubblicato sul blog, non ha che da darne avviso agli autori del blog , e sara' immediatamente eliminato. Si sottolinea inoltre che cio' che e' pubblicato sul blog e' a scopo di approfondimento, di studio e comunque non di lucro.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

La mia musica e i miei libri
!


Categorie

abruzzo
ada negri
aforismi
aiuto cercasi
america
amici
amore
anne bronte
antologia di spoon river
appunti
arte
articoli importanti
artisti contemporanei
attesa
attualità
auguri
avanti miei prodi
avvenireit
avventure
banco alimentare
belgio
benedetto xvi
billa non fare così
billy corgan
canzone
canzoni
carità
caterna socci
caterna socci
chiesa
chopin
clemente rebora
comunicando la bellezza
conflitti
cristianesimo
curiosità
czestochowa
da asianews
dandy
dante alighieri
decreto gelmini
del male è il bene più forte
diritti
discorsi
elezioni politiche
eluana englaro una vita degna
english licterature
esami
europa
eventi
eventi culturali
ezio raimondi
famiglia
fatti
fede e ragione
filologia
for all my visitors
fotografie by flickrcom
frammenti di me
francia
giovanni allevi
giudizi
governo
guerra
i cattolici di oggi
i libri di billa
i racconti di billa
il giuss
il senso religioso
immagini bellezza lago montagne
informatica
international post
italia
jbc eyre
la parola al poeta
laicità
le poesie di mio padre
leopardi
letteratura
letture consigliate
limprevisto è la sola speranza
lombardia
lucio battisti
ludovico einaudi
luigi fallacara
matrimonio
meeting
milano
ministro gelmini
miracoli
modugno
mondo
moratoria contro aborto
mostre
muse
musica
natale
natura
no al terrorismo
nostalgia
notizie
novità letterarie
onu
opere
oscar wild
padre aldo
parenti
parlamento europeo
pasqua
passione
pavese
pensieri improvvisi
pianoforte
poems
poesie
poeti e scrittori
politica
pontresina
preghiere
primavera
protagonisti o nessuno
quaresima
quasimodo
rassegna stampa
realtà
religione e religioso
riflessione
riforme
roma
santa sede
santa teresa del bambin gesù
santi
santopadre
scholze
scuola
serena moroni
spe salvi
stato
storia dei nostri tempi
storie di pendolari
studio
sì a vita
testimoni
tradizione
tristezze nostrane
umberto saba
ungaretti
unicatt
università
uomini vivi
vacanze
vaticano
verità
video da youtube
vita
vittorio alfieri
weekend
Sei venuto a trovarmi il giorno...

CHI CONTA?!
Where are you from??? Sei venuto a trovarmi da...QUI!
Music
Una delle mie canzoni preferite per voi: Lyric Bye Billy Corgan (video e testo) here comes my faith to carry me on a faith not of grade i fight to to stay strong so i stand accused of playing numb i know it is wrong for i give my strength i give my heart take these chains and hold them as ours for i must shine and i will a star in a season all mine a lyric, a time, a crusade, a line one minute, a friend, a road without end a lyric, a time, a crusade, a line one minute, a friend, a road without end so here is the view i cast about i'm leaving no room for you to get out you'll never get out dove, can't you cry without an aside i need you as my way across my life to spend these years create a new thought for i give you strength and offer my heart take these chains and hold them as ours for i'm a star and i will shine in a season all mine a lyric, a time, a crusade, a line one minute, a friend, a road without end a lyric, a time, a crusade, a line one minute, a friend, a road without end a lyric, a time, a crusade, a line one minute, a friend, a road without end a lyric, a time, a crusade, a line one minute, a friend, a road without end a road without end Ed ora un intramontabile Freddie Mercury in: Save me:

It started off so well They said we made a perfect pair I clothed myself in your glory and your love How I loved you How I cried The years of care and loyalty Were nothing but a sham it seems The years belie we lived the lie "I love you 'til I die" Save me, Save me, Save me I can't face this life alone Save me Save me Save me I'm naked and I'm far from home The slate will soon be clean I'll erase the memories To start again with somebody new Was it all wasted All that love ? I hang my head and I advertise A soul for sale or rent I have no heart, I'm cold inside I have no real intent Save me, Save me, Save me I can't face this life alone Save me Save me Oh I'm naked and I'm far from home Each night I cry and still believe the lie I love you 'til I die (Save me, Save me, Save me) Yea, yeah Save me yeah Save me oh Save me Don't let me face my life alone Save me, Save me Oh I'm naked and I'm far from home
Ipse Dixit
L'amara scoperta che Dio non esiste ha ucciso la parola destino. Ma negare il destino è arroganza, affermare che noi siamo gli unici artefici della nostra esistenza è follia: se neghi il destino la vita diventa una serie di occasioni perdute, un rimpianto di ciò che non è stato e avrebbe potuto essere, un rimorso di ciò che non è fatto e avremmo potuto fare, e si spreca il presente rendendo un'altra occasione perduta. -Oriana Fallaci-
Consigliati da Billa...


Per i più piccoli!!!

adopt your own virtual pet!
Si ringrazia per la grafica
Template e grafica by
IN ARIA... & kiocciola

Immagine by
Noobeh

Distribuito su
IN ARIA..., kiocciola, NST & GRAFICA DI STILE
Grazie a tutti i miei visitatori e amici per essere passati!!! / THANKS TO COMING HERE...IF YOU WANT WRITE ME SOMETHING...WRITE HERE!!BYE Billa