Ed io che sono? Così meco ragiono.Questo sarà un blog vario ed eventuale. Racconterò di me a partire dalla mia vita: esperienze, fatti, incontri, avventure, ma soprattutto Pensieri Improvvisi.Scopo: un ulteriore strumento di ricerca di me.Non aspettatevi nulla dunque, ma attendetevi tutto..Bye
martedì, gennaio 27, 2009
Una speranza possibile: alla guerra un'alternativa c'è

Ecco a voi la rassegna stampa fatta da alcuni miei amici dell'Università, e di seguito, il link a un bellissimo articolo di un professore di teologia dell'UniCatt. Entrambi i testi spiegano perchè la pace domandata dal Papa nel suo discorso  dell'8 gennaio, non è un sogno utopico da accogliere con sentimentalismo o indifferenza, ma la soluzione più ragionevole e realista da adottare.

-articolo di don Stefano Alberto sul discorso del Papa

Billa

Rassegna stampa CLU

Dal 1 al 19 gennaio 2009 

il papa  e il conflitto a Gaza: idealismo o realismo? 
 

«Discorso del santo Padre Benedetto XVI agli Eccellentissimi membri del corpo diplomatico accerditato presso la Santa Sede per la presentazione degli auguri per il nuovo anno» (08.01.09).

«In Terra Santa […], in questi giorni, assistiamo ad una recrudescenza di violenza che provoca danni e immense sofferenze alle popolazioni civili. Questa situazione complica ancora la ricerca di una via d’uscita dal conflitto tra Israeliani e Palestinesi, vivamente desiderata da molti di essi e dal mondo intero. Una volta di più, vorrei ripetere che l’opzione militare non è una soluzione e che la violenza, da qualunque parte essa provenga e qualsiasi forma assuma, va condannata fermamente. Auspico che, con l’impegno determinante della comunità internazionale, la tregua nella striscia di Gaza sia rimessa in vigore – ciò che è indispensabile per ridare condizioni di vita accettabili alla popolazione – e che siano rilanciati i negoziati di pace rinunciando all’odio, alle provocazioni e all’uso delle armi. È molto importante che, in occasione delle scadenze elettorali cruciali che interesseranno molti abitanti della regione nei prossimi mesi, emergano dirigenti capaci di far avanzare con determinazione questo processo e di guidare i loro popoli verso la difficile ma indispensabile riconciliazione. A questa non si potrà giungere senza adottare un approccio globale ai problemi di quei Paesi, nel rispetto delle aspirazioni e degli interessi legittimi di tutte le popolazioni coinvolte. Oltre agli sforzi rinnovati per la soluzione del conflitto israelo-palestinese, che ho appena menzionato, occorre dare un sostegno convinto al dialogo tra Israele e la Siria e, per il Libano, appoggiare il consolidarsi in atto delle istituzioni, che sarà tanto più efficace quanto più si compirà in uno spirito di unità. Agli Iracheni, che si preparano a riprendere pienamente in mano il proprio destino, rivolgo un incoraggiamento particolare a voltare pagina per guardare al futuro, per costruirlo senza discriminazioni di razza, di etnia o di religione. Per quanto riguarda l’Iran, non bisogna rinunciare a ricercare una soluzione negoziata alla controversia sul programma nucleare, attraverso un dispositivo che permetta di soddisfare le legittime esigenze del Paese e della comunità internazionale. Un simile risultato favorirebbe grandemente la distensione regionale e mondiale.». 

Commento 

La interminabile storia del conflitto israelo-palestinese ha conosciuto, nei giorni recenti, una delle sue fasi più cruente. Per rispondere al persistente lancio di missili da parte delle milizie fondamentaliste di Hamas, l’esercito israeliano ha invaso la striscia di Gaza. Ventidue giorni di conflitto serrato hanno portato ad ormai 1300 morti, su una popolazione al 50% sotto i 18 anni. Molte vittime sono civili innocenti e bambini.

Negli ultimi giorni sembra che una timida svolta sia avvenuta: una tregua di 7 giorni è stata decisa al vertice internazionale di Sharm el-Sheikh in vista di soluzioni future.

Ciò che è emerso con chiarezza agli occhi di tutti è che l’«opzione militare» non è una soluzione e che la violenza può solo moltiplicare l’odio distruttivo, preparare altra violenza, innalzare il livello dello scontro, allontanare ulteriormente «la ricerca di una via d’uscita».

Nessuna analisi potrà eliminare un fattore evidente e ostinato della situazione: la presenza di due popoli con le loro storie, costituiti di uomini che hanno, come ciascuno di noi, inestirpabile, l’esigenza di esistere, di svilupparsi, di vivere in pace. Che prospettive ci sono perché tale esigenza trovi risposta?

Ora, come dice il Papa, alla riconciliazione – difficile, ma indispensabile – non si potrà giungere senza un «approccio globale» e senza il «rispetto delle aspirazioni e degli interessi legittimi di tutte le popolazioni coinvolte». Difficile dargli torto. Non si dà pace senza giustizia e senza verità. L’invito di Benedetto XVI a far cessare le violenze e a riprendere le vie del negoziato, che è sembrato a molti un appello dovuto, si propone al contrario con una grande forza di realismo e concretezza, indica nel dettaglio i fattori e le condizioni per intraprendere la strada di una soluzione.

Vi è la volontà dei protagonisti politici impegnati sul campo e della comunità internazionale di muoversi in questa direzione, per il bene delle popolazioni?

La pace è un dono che implica la collaborazione degli uomini. Guardare la presenza e le opere che, anche in quella terra, già testimoniano una nuova possibilità di convivenza in atto costituisce il primo aiuto a sostenere la speranza.

Scritto da: billacorgan alle ore gennaio 27, 2009 12:34 | link | commenti | categoria:
Sperare contro ogni speranza è possibile: una risposta alla crisi...

Una speranza possibile!Billa

fonte: sussidiario.net

Italiani, basta lamentarsi. Ode alla badante moldava

venerdì 23 gennaio 2009


La storia che voglio raccontare può sembrare al limite, ma rappresenta uno squarcio sulla nostra società che mette in luce questioni che toccano tutti. In occasione di una grave malattia di mia madre ho conosciuto una signora moldava che le ha fatto da badante fino al suo decesso.

 

La signora, sulla quarantina, è venuta in Italia con la figlia diciottenne diplomata al liceo, dopo la morte precoce del marito a seguito di un incidente stradale. Mentre faceva in modo egregio la badante e sottraendo tempo al sonno, ha seguito un corso per Osa (Operatore socio assistenziale). La figlia, dato il non riconoscimento del titolo di studio moldavo in Italia, si è iscritta ad un istituto tecnico per periti aeronautici, accettando serenamente di ricominciare a frequentare le lezioni con alunni molto più giovani di lei. Inoltre, per contribuire al mantenimento suo e di sua mamma, ha contemporaneamente lavorato in un McDonald. La mamma, una volta conseguito il titolo di Osa, ha trovato lavoro in una cooperativa che gestisce case per anziani, mentre ha continuato a fare la badante.

 

La figlia si è diplomata con 80 punti su 100 e, nell’attesa di un lavoro pertinente al titolo di studio, ha continuato a lavorare nel McDonald. Grazie alla garanzia di alcuni amici, le due donne hanno potuto accendere il mutuo per una casa che, in poco tempo, hanno sistemato con una grande cura trasformandola in un luogo accogliente, personale ed estremamente curato nei particolari. Mentre continuano a lavorare, le due donne non smettono di desiderare: la mamma vorrebbe iscriversi a un corso per infermieri, la figlia aspira ad un lavoro nel suo ramo. Ciò che colpisce è la positività del loro atteggiamento.

 

Pur dovendo affrontare ogni giorno problemi infinitamente più gravi di quelli incontrati da cittadini italiani, ciò che domina è la mancanza di pretese e il senso di profonda gratitudine verso il nostro Paese e coloro che hanno incontrato, il gusto per il lavoro e la mancanza di lamento per la fatica. La giovane colpisce se si paragona a persone della sua età perché questa vita piena di impegno non la intristisce. Anzi, si può dire che, in entrambe, fiorisce il gusto per la bellezza. La mamma, mentre assisteva gli anziani e la figlia, durante studio e lavoro, nel poco tempo libero che avevano, hanno imparato a ricamare e i loro lavori artigianali sono splendidi.

 

In un clima dove sembra dominare solo il vento plumbeo della crisi, la ricerca di brevi momenti di evasione per chi può, la lamentazione e l’accusa, la denuncia dell’impossibilità ad andare avanti, figure del genere fanno pensare. Sembra di vedere i nostri emigrati di decine d’anni fa, concentrati sul desiderio di migliorare la propria condizione e quella della loro famiglia. Questo esempio è per noi il suggerimento di una posizione umana che potrebbe rendere molto più facile affrontare questa crisi.

 

In fin dei conti, quello che non è mai mancato al nostro popolo è un desiderio motivato e sostenuto dalla fede cristiana o da ideali mossi da amore per la giustizia e la libertà, di accettare la sfida posta dalla realtà, di lottare per migliorare la condizione personale, della propria famiglia, della gente intorno a sé, di utilizzare la propria intelligenza, creatività, volontà per uscire dalle difficoltà senza farsi scoraggiare.

 

Anzi, questa è forse la risorsa più grande di un Paese senza materie prime, forza militare, coesione politica, una risorsa che è condizione della possibile riuscita di qualunque manovra economica o di accettazione di precetti morali per la pubblica amministrazione o l’economia privata. Guardando chi da poco arrivato fra noi ce lo testimonia non possiamo non ricordarcene.

 

(Pubblicato su Il Riformista del 23 gennaio 2009)

 

Scritto da: billacorgan alle ore gennaio 27, 2009 12:15 | link | commenti | categoria:
YES WE CAN... KILL! La politica anti-life del nuovo presidente... Good Morning, America!

Good morning, America! Ottima scelta! Ora sì che cambierà tutto: in peggio.

Billa

 
fonte :
Van Thuan Observatory 2009-01-27
 
OBAMA PRESENTA IL CONTO
Newsletter n.189
Verona, 27 Gennaio 2009

di Benedetta Cortese
 
Obama presenta il conto. Gli americani sono ancora in Iraq e in Afghanistan, Guantanamo rimarrà aperta ancora un anno, le decisioni contro la crisi economica verranno, ma la decisione in tema di vita è stata presa immediatamente. Già nella notte del 21, il nuovo sito della Casa Bianca ribadiva l’impegno a sostegno di un allargamento dell’aborto, del riconoscimento giuridico delle unioni dello stesso sesso, della ricerca delle cellule staminali embrionali. Il presidente americano ha promesso di  abolire la Mexico City policy, di sostenere l’abrogazione del Defense of Marriage Act, di firmare immediatamente il Freedom of Choice Act non appena il Congresso lo approverà.
La Mexico City policy, risalente a Ronald Reagan e richiamata in vigore da Bush, vietava il finanziamento federale alle organizzazioni impegnate per la diffusione dell’aborto, seppure sotto l’apparenza della “salute riproduttiva” o della pianificazione demografica. Obama lo ha abolito il giorno 23 gennaio scorso.
Il Freedom of Choice Act finanzia l’aborto, abroga il bando dell’aborto a nascita parziale, toglie validità ai regolamenti statali che proteggono le donne e i bambini non nati ed elimina la clausola di coscienza per il personale sanitario. 
Quest’ultima è la massima preoccupazione  di quanti hanno sfilato a Washington nei giorni scorsi nella marcia pro-life nel 36mo anniversario della sentenza Roe vs Wade, ma proprio nello stesso giorno, in una dichiarazione comparsa tra l’altro sul “Boston Globe”, Obama  confermava il suo apprezzamento per quella sentenza.
Obama, ha dichiarato il pastore nero Luke Robinson, si è appellato al cambiamento, ma “Abbiamo bisogno di cambiare, signor Presidente, perché ogni giorno 4000 bambini muoio per aborto.  Ogni giorno,  signor presidente, persone della tua etnica e della mia muoiono in gran numero. L’aborto è il killer numero uno degli afroamericani in questo paese”.
Douglas Johnson del National Right to Life Committee ha detto: “Molte persone in Africa aspettavano che Obama desse loro buone notizie. Molti di loro saranno sorpresi nell’apprendere che la prima cosa che egli manda all’Africa sono dei surrogati dei fondi americani per promuovere l’aborto dei loro bambini non ancora nati”.
Nello scorso novembre il cardinale Stafford disse: “Se Obama, Biden e il nuovo Congresso, saranno determinati a realizzare la loro agenda anti-life che essi enunciano in campagna elettorale, prevedo che i prossimi anni creeranno le maggiori divisioni della nostra storia nazionale”.
 
Il pastore nero Luke Robinson afferma che l’aborto è causa di genocidio di afroamericani in America:
http://www.lifesitenews.com/ldn/2009/jan/09012311.html
Dichiarazione di Obama di apprezzamento per la sentenza Roe vs Wade riportata dal Boston Globe:
http://www.boston.com/news/politics/politicalintelligence/2009/01/obama_speaks_on_2.html

Scritto da: billacorgan alle ore gennaio 27, 2009 12:06 | link | commenti | categoria:
martedì, gennaio 13, 2009
la speranza di un'alba che già viene...

E' la certezza del giorno che verrà...che rende la notte Buona!

Billa...

...Nell'attesa mai stanca di un'alba che è già venuta...e di cui già viene il bisbiglio... ;-P

The night you slept

Notte StellataAnche la notte ti somiglia,

la notte remota che piange muta,

dentro il cuore profondo,

e le stelle passano stanche.

Una guancia tocca una guancia

è un brivido freddo, qualcuno

si dibatte e t'implora, solo,

sperduto in te, nella tua febbre.

 

F6La notte soffre e anela l'alba,

povero cuore che sussulti.

O viso chiuso, buia angoscia,

febbre che rattristi le stelle,

c'è chi come te attende l'alba

scrutando il tuo viso in silenzio.

Sei distesa sotto la notte

come un chiuso orizzonte morto.

Povero cuore che sussulti,

un giorno lontano eri l'alba.

Cesare Pavese 4 aprile '50

Scritto da: billacorgan alle ore gennaio 13, 2009 21:56 | link | commenti | categoria:
lunedì, gennaio 05, 2009
Pensieri di Oscar Wilde

pontresina 2008 006"La bellezza è l'unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come la sabbia,le credenze si succedono l'una all'altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed è un possesso per tutta l'eternità" Oscar Wilde, Aforismi

Buona Serata!!!

Billa

Scritto da: billacorgan alle ore gennaio 05, 2009 20:06 | link | commenti (2) | categoria: letteratura, aforismi, , dandy, pensieri improvvisi, oscar wild, la parola al poeta
Ed io che sono? (così meco ragiono)
La conoscenza di sè è una scienza tanto alta e necessaria che senza di essa non vi può essere profitto per le nostre anime. Essa fa' si che il peccatore convertito non possa mai stupirsi abbastanza nel vedere l'amore di Dio tanto grande e smisurato a suo riguardo. (Venerando Giovanni di Saint Simon)
Utente: billacorgan
Nome: billa corgan
studente, aspirante insegnante e chissà che altro...Amante dei buoni e santi libri e dell' arte in tutte le sue forme -poesia e letteratura in particolare- mi interessa anche il mondo della politica, della storia, dell' attualità... Ovvero tutto ciò che c' entra con me. Sarà dunque un blog vario ed eventuale,imprevedibile, proprio come la vita. Non aspettatevi nulla, dunque, ma attendetevi tutto... Buon Viaggio! ...Becoming Billa... *************************************** Questo blog e' un prodotto amatoriale e non editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001. Premesso che tutto il materiale pubblicato su Internet e' di dominio pubblico, se qualcuno riconoscesse proprio materiale con copyright e non volesse vederlo pubblicato sul blog, non ha che da darne avviso agli autori del blog , e sara' immediatamente eliminato. Si sottolinea inoltre che cio' che e' pubblicato sul blog e' a scopo di approfondimento, di studio e comunque non di lucro.

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It started off so well They said we made a perfect pair I clothed myself in your glory and your love How I loved you How I cried The years of care and loyalty Were nothing but a sham it seems The years belie we lived the lie "I love you 'til I die" Save me, Save me, Save me I can't face this life alone Save me Save me Save me I'm naked and I'm far from home The slate will soon be clean I'll erase the memories To start again with somebody new Was it all wasted All that love ? I hang my head and I advertise A soul for sale or rent I have no heart, I'm cold inside I have no real intent Save me, Save me, Save me I can't face this life alone Save me Save me Oh I'm naked and I'm far from home Each night I cry and still believe the lie I love you 'til I die (Save me, Save me, Save me) Yea, yeah Save me yeah Save me oh Save me Don't let me face my life alone Save me, Save me Oh I'm naked and I'm far from home
Ipse Dixit
L'amara scoperta che Dio non esiste ha ucciso la parola destino. Ma negare il destino è arroganza, affermare che noi siamo gli unici artefici della nostra esistenza è follia: se neghi il destino la vita diventa una serie di occasioni perdute, un rimpianto di ciò che non è stato e avrebbe potuto essere, un rimorso di ciò che non è fatto e avremmo potuto fare, e si spreca il presente rendendo un'altra occasione perduta. -Oriana Fallaci-
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