Ed io che sono? Così meco ragiono.Questo sarà un blog vario ed eventuale. Racconterò di me a partire dalla mia vita: esperienze, fatti, incontri, avventure, ma soprattutto Pensieri Improvvisi.Scopo: un ulteriore strumento di ricerca di me.Non aspettatevi nulla dunque, ma attendetevi tutto..Bye
mercoledì, ottobre 29, 2008
miei cari manifestanti: prima di scioperare leggete qui!

Per chi manifesta perchè è contro la privatizzazione delle università, è meglio che si legga questo simpatico articolo: Tremonti ha fatto dei tagli alle private che neanche D'Alema avrebbe mai pensato di fare...

E' un decreto pro-privati? Ma neanche per idea, clicca qui e qui

ps spero solo che domani lasciate in pace chi invece vuole cambiare il paese in un altro modo, diverso dal vostro, continuando a studiare e frequentare le lezioni...

Disposto al confronto e al dialogo più che alla protesta....

Le ragioni del mio no allo sciopero? Se vi interessano leggete qui...

Insomma lasciate in pace chi ha un'opinione diversa dalla vostra! E lasciateci anche tornare a casa, senza fermare treni o bloccare stazioni: non capisco perchè noi pendolari siamo sempre in mezzo!!! Mica è colpa nostra!!!

Rispetto la vostra scelta, pur non condividendola. Spero che voi rispettiate la mia...

notte a tutti, manifestanti e non!

a domani!

Scritto da: billacorgan alle ore ottobre 29, 2008 21:51 | link | commenti (2) | categoria: politica, vita, eventi, conflitti, diritti, fatti, stato, attualità, università, tradizione, governo, giudizi, avanti miei prodi, unicatt, storia dei nostri tempi, tristezze nostrane, del male è il bene più forte, billa non fare così, protagonisti o nessuno, decreto gelmini, storie di pendolari
martedì, ottobre 21, 2008
Amicizia by C.S.Lewis

A proposito dell'amicizia, mi è arrivata un'e-mail davvero bella... Vi riporto la frase di Lewis che mi ha particolarmente colpito!

 

Buona Lettura

"Nel caso dell'amicizia, poiché siamo liberi, pensiamo di aver scelto autonomamente i nostri pari. In realtà, qualche anno di differenza nelle date di nascita, qualche chilometro di distanza tra due case, la scelta di un'università piuttosto che un'altra, la destinazione a un reggimento invece che a un altro, il caso che ci ha fatto parlare di un argomento, la prima volta che ci siamo incontrati, invece di tacere – una qualsiasi circostanza di queste avrebbe potuto farci restare separati.

Ma per un cristiano, non si può parlare, a rigor di termine, di fatalità. Un segreto maestro delle cerimonie ha lavorato per noi.

Cristo, che disse ai suoi discepoli: "Non siete voi che avete scelto me, ma io che ho scelto voi", può veramente dire a ogni gruppo di amici cristiani: " Non siete voi che vi siete scelti, ma sono Io che ho scelto voi, gli uni per gli altri."

L'amicizia non è la ricompensa per il discernimento e il buon gusto che abbiamo dimostratodi possedere trovandoci vicendevolmente. Essa è lo strumento attraverso il quale Dio rivela a ciascuno le bellezze degli altri, che non sono certamente superiori alle bellezze di un altro migliaio di persone; con l'amicizia Dio ci apre gli occhi su di loro".

(C.S.

 

Scritto da: billacorgan alle ore ottobre 21, 2008 19:34 | link | commenti | categoria: amici, frammenti di me, riflessione
domenica, ottobre 19, 2008
...Il papa presenta i nuovi beati Martin...

Il Papa presenta l'esempio dei genitori di Santa Teresina (fonte: ZENIT)


Nel giorno della loro beatificazione


POMPEI, domenica, 19 ottobre 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha presentato questa domenica l'esempio d'amore e di fede che offrono ancora oggi i genitori di Santa Teresina del Bambin Gesù, Louis Martin e Zélie Guérin.

La seconda coppia della storia elevata agli onori degli altari - Zélie visse tra il 1831 e il 1877 e Louis tra il 1823 e il 1894 - è stata beatificata durante una cerimonia presieduta nella Basilica di Lisieux dal Cardinale José Saraiva Martins, legato pontificio.

La data della beatificazione, la Giornata Mondiale delle Missioni (DOMUND), è significativa perché la figlia dei nuovi beati, Santa Teresa di Lisieux, è stata dichiarata da Pio XI patrona delle missioni.

"Questi nuovi Beati hanno accompagnato e condiviso, con la loro preghiera e con la loro testimonianza evangelica, il cammino della figlia chiamata dal Signore a consacrarsi a Lui senza riserve tra le mura del Carmelo", ha spiegato il Papa nel Santuario di Pompei, vicino Napoli.

"Con la loro vita di coppia esemplare hanno annunciato il Vangelo di Cristo - ha aggiunto parlando in francese -. Hanno vissuto ardentemente la loro fede e l'hanno trasmessa in famiglia e intorno a loro".

"La loro preghiera comune sia fonte di gioia e di speranza per tutti i genitori e tutte le famiglie", ha auspicato.

L'esempio d'amore dei nuovi beati è stato sintetizzato dal Papa con un'espressione scritta dalla loro figlia: "Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l'amore".

Pensando alla beatificazione dei coniugi Martin, Benedetto XVI ha ricordato "un'altra intenzione, che mi sta tanto a cuore: la famiglia, il cui ruolo è fondamentale nell'educazione dei figli ad uno spirito universale, aperto e responsabile verso il mondo e i suoi problemi, come pure nella formazione delle vocazioni alla vita missionaria".

Il Papa ha quindi invocato “la materna protezione della Madonna di Pompei su tutti i nuclei familiari del mondo, pensando già al VI Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Città del Messico nel gennaio 2009”.

 

Scritto da: billacorgan alle ore ottobre 19, 2008 19:47 | link | commenti | categoria: vaticano, notizie, testimoni, santi, attualità, matrimonio, verità, santopadre, santa teresa del bambin gesù, uomini vivi
BEATIFICAZIONE DEI CONIUGI MARTIN

Oggi, in Francia, ci sarà la cerimonia di Beatificazione di Luis e Zélie Martin, gli "incomparabili genitori"della piccola Santa Teresa del Bambino Gesù, Patrona delle Missioni e Dottore della Chiesa. Si è chiusa infatti ormai la fase diocesana del processo, con il riconoscimento da parte del cardinale Dionigi Tettamanzi del miracolo attribuito alla loro intercessione - la guarigione nel 2002 di Pietro, un bambino di Monza affetto da una gravissima malformazione ai polmoni - nel luglio scorso, in coincidenza con il 150.mo di matrimonio della coppia.  I Martin sono i primi coniugi a diventare beati nella storia della Chiesa, dopo aver avuto una figlia Santa. Il rito, nella Basilica di Lisieux, sarà presieduto dal vescovo della diocesi, Pierre Pican, mentre la formula di beatificazione la pronuncerà il prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi, il cardinale José Saraiva Martins. Lo stesso porporato ha celebrato ieri sera la Messa della vigilia nella cattedrale di Alençon, in Normandia, luogo dove nacquero, vissero e si sposarono i nuovi Beati. Vi lascio con un articolo davvero interessante che racconta della straordinaria vicenda di Pietro, e lo faccio perchè in un momento come questo, tra crisi finanziaria, tentativi di eutanasia, persecuzioni cristiane  sempre più feroci in India, si fatica a distinguere ciò che è buono e bello, e si rischia di lasciarci soffocare dalle preoccupazioni e dalle ansie del mondo...

Lo faccio, dunque, perchè noi abbiamo bisogno di miracoli, ovvero di lasciarci stravolgere da fatti più grandi di noi, che ci colpiscano per la loro straordinarietà ordinaria, affinchè noi, posti di fronte a prove di tanto Infinito Amore, possiamo riacquistare la speranza e la certezza di un Bene che c'è.

E perchè avvengano miracoli, o meglio perchè possiamo vivere anche noi come la famiglia di Pietro, la nostra vita come continuo accadere di miracoli, abbiamo altrettanto bisogno di testimoni, ovvero di uomini come noi che prima di noi hanno vissuto le nostre stesse tragedie e dolori, ma che le hanno vissute da protagonisti, senza lasciarsi determinare o soccombere da esse. Ponendosi nelle mani in un Altro, hanno saputo trarre del Bene anche nelle difficoltà della loro vita.

Si fa fatica a capire come sia possibile una posizione come la loro, io per prima ha volte non riesco a comprendere e ad avere uno sguardo così, una Fede così. Ma più ne ascolto le esperienze, più mi rendo conto che io desidero per me il loro stesso sguardo, voglio vivere come che han vissuto loro, voglio essere anch'io Beata già in questa vita.

E se il metodo è l'ubbidienza al disegno di un Altro, accompagnata e guidata da questi Uomini Vivi, dirò anch'io umilmente il mio sì.

Billa 

Scritto da: billacorgan alle ore ottobre 19, 2008 10:03 | link | commenti | categoria: vita, fatti, francia, testimoni, riflessione, attualità, cristianesimo, realtà, carità, fede e ragione, articoli importanti, spe salvi, santa teresa del bambin gesù, limprevisto è la sola speranza, uomini vivi, protagonisti o nessuno
lunedì, ottobre 13, 2008
Eluana: una non-vita che ha rischiato la morte...

...E LOTTA PER VIVERE... 

Riporto il commento di Assuntina Morresi su ciò che è accaduto di recente a Eluana Englaro. Lo trascrivo perchè il pensiero di Assuntina mi rispecchia completamente: com'è possibile che su alcuni giornali ma soprattutto che il padre di Eluana parli di un viso che impallidisce? Lei, sempre giudicata come un "vegetale", una "non vita"? Com'è possibile che una non-vita rischi di morire?...

Ciò che mi stupisce è che la realtà parla sempre da sola. Che nulla può l'uomo contro i fatti. E chi nega la realtà, si contraddice, nega se stesso... Per arrivare a un non-senso disumano e terribile. 

Grazie a Dio, e solo a Lui, Eluana è "migliorata", sta lottando per vivere, a dispetto di tutti quelli che la volevano già morta da tempo. A lei vanno le mie preghiere, vorrei andarla a trovare se solo si potesse. Ma pregherò anche per suo padre, perchè capisca si renda conto dell'inutilità della sua battaglia contro la vita.

Forse quel che è successo l'altro ieri è stato un avvertimento dal Cielo, che ha voluto ricordare al padre di Eluana ciò che la stessa realtà detta ogni giorno: "Guarda che non sei tu l'Artefice del tuo destino nè di quello di tua figlia, ma sono Io, solo Io!!!"

Con quanta decisa tenerezza ogni giorno stravolge la nostra vita!

Ancora una volta concludo con Montale: "l'imprevisto è la sola speranza!"

Coraggio Eluana!

 

Newsletter di stranau

(...) Non si può non commentare quanto sta succedendo a Eluana Englaro, la ragazza in stato vegetativo da sedici anni, al centro di una battaglia giudiziaria che ha fatto da spartiacque nella giurisprudenza italiana, tanto da determinare la necessità di una legge sul fine vita  - e su questo potete documentarvi in dettaglio su salutefemminile.it.

Eluana Englaro, che in sedici anni non ha mai avuto neanche un raffreddore, che respira da sola, che non fa nessuna terapia ma si nutre con un sondino, ieri ha avuto un'emorragia interna improvvisa e abbondante, che l'avrebbe potuta portare in poco tempo alla morte se non si fosse arrestata, all'improvviso, così come era cominciata, senza nessun intervento esterno.

Adesso le sue condizioni sono stazionarie, gravi, ma potrebbe ancora riprendersi se l'emorragia non ricomincia.

Il modo con cui i giornali hanno raccontato la faccenda, e le dichiarazioni rilasciate hanno dell'incredibile. Per esempio Carlo Alberto Defanti, il neurologo di Eluana, da sempre favorevole a staccarle il sondino: "Per il momento non è più a rischio di vita immediato. L'importante è che l'emorragia non ricominci". Ma come, all'improvviso parliamo di "rischio di vita"? Non avete detto fino a cinque minuti fa che era un vegetale, una pressoché morta? E poi: perché adesso è diventato improvvisamente importante che l'emorragia non ricominci, per il medico che vuole farla morire di fame e di sete?

Sempre Defanti, in una intervista su Repubblica: "Da un certo punto di vista è un peccato che succeda adesso, perché per me si doveva andare fino in fondo".  Certo, in effetti, un gran peccato, non c'è che dire, se Eluana muore per conto suo per una complicazione naturale, anziché di fame e di sete: qua, invece, siamo tutti di un pezzo, qua si tira dritto, si va fino in fondo, non sia mai che ci si fermi prima, che peccato, signora mia..e  l'intervista continua "Ma sono anche sollevato, se Eluana arriverà alla fine dei suoi giorni adesso, si risparmieranno ulteriori polemiche e gli scontri furibondi che ci sarebbero sicuramente stati durante l'agonia, che sarebbe potuta durare almeno 15 giorni una volta tolto il sondino".

Risparmiamoci le polemiche, insomma, mica l'agonia: questa scocciatura di polemiche per un'agonia di  almeno quindici giorni.perchè questo toccherà ad Eluana se l'interruzione della nutrizione verrà confermata definitivamente l'11 novembre prossimo dalla Cassazione (se per allora sarà ancora viva).

Certo che un qualche dubbio ci sorge, a leggere: forse che a qualcuno importa di più la battaglia di cui Eluana è diventata la bandiera, piuttosto che la vita di Eluana?

In effetti, sempre Defanti su Repubblica "Vorrei che questo avvenimento non scoraggiasse la lunga campagna che la famiglia Englaro ha combattuto in questi sedici lunghissimi anni. [.] una battaglia che è stata comunque vinta"

E anche il drammatico racconto di Beppino Englaro: "Mi hanno chiamato stamattina "Eluana sta male, devi venire". Sono corso, l'ho vista, non mi capacitavo che fosse in quello stato, ero disperato". Disperato come tutti i genitori, quando sta morendo un figlio. Ma, per l'appunto, di solito si muore da vivi. "ero disperato, era pallida con lo sguardo che vagava".. E continua il giornalista "Il volto di Eluana è chiaro e disteso. Englaro la osserva "sta meglio rispetto a come l'ho vista stamani". Ma non è solo apparenza. Alle 18 il destino torna a stupire. L'emorragia si è fermata [.] Si torna a sperare al secondo piano della Casa di cura. Suore in festa, il peggio si allontana. [.] Eluana potrebbe farcela. Il purosangue non è ancora caduto".

Ma come, non era un vegetale? E come fa un vegetale ad avere lo sguardo che vaga? Come fa ad impallidire, e poi a migliorare, un ortaggio? E perché adesso vi scappa pure di scrivere che il peggio si allontana, quando Eluana migliora? Forse che Eluana non è una pianta di insalata, ma una persona? Ma non l'avete descritta sempre come una non-viva? "questa vita, non-vita o non-morte", spiega il non-giornale Repubblica.

Come ha dichiarato oggi Eugenia Roccella "Mai come adesso si capisce che Eluana è viva".

Saranno i medici a decidere se curarla o meno, adesso, tocca a loro, in scienza e coscienza. Noi, per ora, continuiamo a dire che Eluana è viva, e che non spetta a noi stabilire quando e come deve morire.

Buona giornata

Assuntina Morresi

www.stranocristiano.it

www.salutefemminile.it

Scritto da: billacorgan alle ore ottobre 13, 2008 10:35 | link | commenti | categoria: riflessione, attualità, realtà, verità, articoli importanti, sì a vita, tristezze nostrane, limprevisto è la sola speranza
sabato, ottobre 11, 2008
Il celebre maestro D'Orta promuove la Gelmini
Il celebre maestro Marcello D'Orta, autore del fortunatissimo libro “Io speriamo che me la cavo” si esprime a favore del decreto Gelmini...A partire dalla sua esperienza...

Tratto da Il Foglio del 10 ottobre 2008

“Il primo giorno di scuola me lo ricordo, eccome”. Secondigliano, trent’anni fa. Il maestro unico Marcello D’Orta entra in classe. Incravattato, la piega che fila dritta sui pantaloni, la giacca nuova. Davanti a sé i musi sgarbati di ragazzini con la maturità di chi Gomorra ce l’ha in casa e sulla punta della lingua solo napoletano stretto stretto.

“Bilancio di quegli anni: tre esaurimenti nervosi”. Ma fare il maestro unico era anche una bellezza. “Il giorno dopo, capita la solfa, ero in blue jeans e maglietta. E per insegnar loro l’italiano, spiegavo in dialetto. E andava a finire che, alla fine dell’anno, qualcuno si sbagliava e anziché ‘maestro’ mi chiamava ‘papà’”. Marcello D’Orta è il maestro di “Io speriamo che me la cavo”, delle “case sgarrupate” della “Svizzera che è un piccolo paese dell’Europa che si affaccia sulla Svizzera, l’Italia, la Svizzera e l’Austria”.

E’ il prototipo del maestro unico che, della riforma Gelmini, dice tutto il bene possibile: “I bambini, a quell’età, hanno bisogno di una figura di riferimento unica, come lo sono a casa la madre e il padre. Pedagogicamente è la scelta più sensata per il loro apprendimento. D’altronde, mi pare che i dati lo confermino, da quando è stato introdotto il modulo, i risultati sono peggiorati”. La conoscenza è un problema affettivo, “ma a quell’età lo è ancor di più. I miei studenti erano ragazzini che arrivavano da famiglie difficili, molti di loro a sei, sette anni già lavoravano e la mattina s’addormentavano sui banchi. A quell’età hai bisogno di un rapporto stretto, di un affetto quasi esclusivo. Non dico che se hai più maestri questo non possa accadere, ma sono sicuro che per l’età in cui sei e per la maturità che hai, avere un solo insegnante rende il legame più semplice perché il punto di riferimento è chiaro e saldo”.

D’Orta è sgomento per le manifestazioni che in alcune scuole d’Italia si sono svolte per protestare contro le riforme del ministro dell’Istruzione. Maestre listate a lutto a Roma, avvisi fatti scrivere sui diari dei bambini per invitare i genitori alla protesta a Firenze. “Ognuno può esprimere il proprio dissenso anche in maniera viscerale, però, per favore, non usiamo i bambini e le scuole”. A D’Orta è rimasta impressa l’opinione di una pedagoga che, su un giornale locale napoletano, ha scritto che l’aver coinvolto i minori nella protesta anti Gelmini è stata “un’importante esperienza di cooperazione sociale, dibattito e formazione”. “Cooperazione un accidente – dice D’Orta – quelle maestre listate a lutto hanno trasformato il primo giorno di scuola, che è e deve essere una festa, in un funerale”. I primi passi del ministro gli paiono positivi: bene l’idea del grembiule “che riporta un po’ di serietà in un mondo che ne ha assai bisogno”.

Bene i voti in numeri “che sono limpidi e comprensibili. Purtroppo, qualche anno fa, hanno introdotto i giudizi che però, per come sono intesi oggi, assomigliano più a tracce di profili psicologici che non a valutazioni vere e proprie. Si è spostata l’attenzione dalla preparazione alla descrizione psicologica”. Non si dice più: l’alunno ha tre in matematica, ma l’alunno non ha l’attitudine a studiare la matematica. Il risultato è che “lo studente non sa di essere ignorante, i genitori non sanno qual è la sua preparazione, il maestro è più impegnato a scervellarsi nel tracciare il profilo del bambino anziché insegnargli a far di conto”.

Tornare al maestro unico, al voto, al grembiule, non è dunque affatto un nostalgico ritorno al passato, un balzo all’indietro nell’Italia degli anni Cinquanta o addirittura, “al Medioevo”? “A parte che sfido chiunque a dirmi che ha un ricordo negativo della sua maestra, ammetto che il problema è più profondo dell’aver uno o più insegnanti”. La scuola oggi è sgarrupata “perché troppo spesso ci si limita a istruire, anziché a educare. Si istruisce dando delle informazioni: quanti sono i fiumi della Campania, chi era Giuseppe Garibaldi, la tabellina del cinque è questa. Ma accanto a questi dati, c’è un altro aspetto importante da ricordare, perché il docente deve anche educare cioè deve saper trasmettere quel che su nessun libro è scritto: la sua esperienza”.
Scritto da: billacorgan alle ore ottobre 11, 2008 14:37 | link | commenti (1) | categoria: scuola, rassegna stampa, riflessione, attualità, riforme, realtà, verità, giudizi, articoli importanti, ministro gelmini
Prima conoscere, poi giudicare...Il decreto Gelmini

Dice Ezio Raimondi (L'interpretazione come esperimento, in Il Senso della Letteratura, Bologna, Il mulino, 2008) a proposito della critica letteraria: la critica è la registrazione verbale di un incontro nutrito di stupore conoscitivo. E come per la critica letteraria, così per poter giudicare qualsiasi cosa occorre innanzitutto conoscere l'oggetto, studiarlo approfonditamente (Contini parla di una "pazienza" necessaria al filologo)... Ma lo stesso Contini afferma che nemmeno questa pazienza può bastare a conoscere. E parla di uno stato di grazia come condizione necessaria alla conoscenza.

Dunque per giudicare occorre conoscere, e conoscere significa entrare in rapporto con l'oggetto del nostro studio,  far sì che l'informazione diventi esperienza e l'esperienza si trasformi in conoscenza (Ezio Raimondi).

Ho voluto scrivere questa breve premessa perchè sono rimasta allibita dalle proteste anche violente che si sono verificate contro il ministro dell'istruzione Gelmini. Mi sono chiesta innanzitutto cosa sapessero realmente quegli studenti e quei professori a lutto del decreto che tanto contestano , ma soprattutto se prima ancora di arrivare a bruciare grembiulini  dei bimbi nelle manifestazioni, in segno di protesta, si fossero almeno predisposti a conoscere  questa riforma, fossero almeno partiti con l'idea di volerla conoscere, ossia di voler minimamente entrarci in rapporto, confrontare con essa la propria esperienza.

E la risposta che mi sono data è stata tristemente negativa.

Ho dunque deciso di incominciare io per prima a farmi un giudizio, ad entrare in rapporto con questa riforma, facendomi aiutare dagli strumenti di cui internet ci dispone, e proponendo articoli o interviste in merito di chi sa' davvero dare un giudizio, ovvero conoscere, ovvero entrare in rapporto con.

Ovviamente chi vorrà contribuire con ulteriori suggerimenti sarà un compagno di "studio" ben accetto.

Per ora vi lascio con:

-il link al disegno di legge dell' 1-agosto 2008 e al decreto-legge tanto discusso.

-due interviste  alla stessa Gelmini, su alcuni temi caldi del decreto tanto contestati:  una dalla rivista Tempi, l'altra da Tuttoscuola.

-un intelligente articolo di Luigi Amicone, che parte proprio dalla sua esperienza, e non da pure ideologie, per giudicare il decreto.

a presto

billa

Scritto da: billacorgan alle ore ottobre 11, 2008 13:40 | link | commenti | categoria: politica, scuola, rassegna stampa, riforme, verità, storia dei nostri tempi, tristezze nostrane, ministro gelmini, ezio raimondi
mercoledì, ottobre 08, 2008
invito alla mostra d'arte: i colori, le forme

Dal commento del giornalista e critico Ettore Ceriani...

  

 

  

 

Fra tutti gli artisti che operano a Busto, Serena Moroni si impone per la coerenza e la lucidità del suo percorso creativo.

Un percorso maturato passo dopo passo, profondamente radicato nella storia dell’arte, connotato da una tensiva aderenza fra disegno e colore e da una perfetta sintonia tra motivazioni ispirative ed esiti espressivi.

La sua figurazione, registro nel quale ha sempre operato esprimendosi con una propria significativa personalità, viene esaltata da un ambito compositivo che trova come componente primaria un gesto ampio ed essenziale, concludente e vigoroso. Un gesto che forma sulla tela delle volute atte a scandire dinamicamente lo spazio entro il quale il soggetto sembra emergere dalla stessa materia cromatica, come elemento endogeno circostanziato da una misteriosa forza interiore.

La mostra che ora l’artista inaugura in occasione della Festa di San Francesco, supremo cantore della bellezza della natura come immagine diretta di Dio, da una parte mette in evidenza il suo modo di concepire la pittura anche come affermazione etica e dall’altra accompagna una ricerca in cui l’arte, tramite la sue immaginifica possibilità di esprimersi attraverso il colore, sa spesso raggiungere una visionarietà alta e intrinsecamente poetica, che prende spunto dalla vita ma sa nel contempo andare oltre per diventare paradigma di valori fondanti e motivanti.

                                    Ettore Ceriani

 

 

 

 

 

I colori, le forme

E' questo il tema della nuova personale di Serena Moroni, artista contemporanea affermata presso il territorio della lombardia, ma conosciuta anche oltre i confini regionali (suoi quadri si trovano anche a Roma).  La mostra segue il percorso artistico e insieme biografico dell'autrice: dai quadri dei primi anni, più sperimentali  e legati ad esempio all' action painting, nei quali tuttavia già si riscontra la creatività nuova dell'autrice, si passa poi ai numerosi progetti per vetrate, realizzate ad esempio per la cappellina di Jerago o per l'ospedale di Busto Arsizio; o ancora a quadri dipinti per importanti esposizioni (quali ad esempio La Pietà per la mostra Crucis Mysterium a Loreto, nel 2007) o celebrazioni di Santi o grandi della Chiesa. Il dinamismo vorticoso e insieme policromo che accompagna le opere di Serena Moroni è un unicum dell'arte di questi decenni, come lo è la straordinaria capacità di rinnovare la tradizionale iconografia nelle opere di soggetto sacro, attraverso l'aggiunta di personaggi, o loro originale disposizione nel quadro, o l'uso di figure e oggetti-simbolo. L'astrattismo della Moroni, inoltre, evidente in ogni sua opera, è posto a servizio o ancor meglio a sostegno del contenuto, è forma che si fa strumento ad esso, attraverso cui il soggetto possa svelarsi nell'opera compiutamente, e far emergere quella drammatica, misteriosa, santa Verità, che è insieme causa prima e fine ultimo dell' atto creativo.

Vi invito a partecipare, soprattutto per coloro che abitano nella provincia di Varese.

La mostra è aperta tutta settimana, da lunedì a domenica, dalle 16.30 alle 19.30, presso il Salone delle esposizioni del teatro Fratello Sole di Busto Arsizio.

Si concluderà domenica prossima, alle ore 19.00.

Per ulteriori informazioni, contattatemi in pvt.

Billa Corgan

 

 

 

 

Scritto da: billacorgan alle ore ottobre 08, 2008 00:17 | link | commenti | categoria: opere, arte, mostre, testimoni, attualità, verità, artisti contemporanei, uomini vivi, serena moroni
Ed io che sono? (così meco ragiono)
La conoscenza di sè è una scienza tanto alta e necessaria che senza di essa non vi può essere profitto per le nostre anime. Essa fa' si che il peccatore convertito non possa mai stupirsi abbastanza nel vedere l'amore di Dio tanto grande e smisurato a suo riguardo. (Venerando Giovanni di Saint Simon)
Utente: billacorgan
Nome: billa corgan
studente, aspirante insegnante e chissà che altro...Amante dei buoni e santi libri e dell' arte in tutte le sue forme -poesia e letteratura in particolare- mi interessa anche il mondo della politica, della storia, dell' attualità... Ovvero tutto ciò che c' entra con me. Sarà dunque un blog vario ed eventuale,imprevedibile, proprio come la vita. Non aspettatevi nulla, dunque, ma attendetevi tutto... Buon Viaggio! ...Becoming Billa... *************************************** Questo blog e' un prodotto amatoriale e non editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001. Premesso che tutto il materiale pubblicato su Internet e' di dominio pubblico, se qualcuno riconoscesse proprio materiale con copyright e non volesse vederlo pubblicato sul blog, non ha che da darne avviso agli autori del blog , e sara' immediatamente eliminato. Si sottolinea inoltre che cio' che e' pubblicato sul blog e' a scopo di approfondimento, di studio e comunque non di lucro.

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Una delle mie canzoni preferite per voi: Lyric Bye Billy Corgan (video e testo) here comes my faith to carry me on a faith not of grade i fight to to stay strong so i stand accused of playing numb i know it is wrong for i give my strength i give my heart take these chains and hold them as ours for i must shine and i will a star in a season all mine a lyric, a time, a crusade, a line one minute, a friend, a road without end a lyric, a time, a crusade, a line one minute, a friend, a road without end so here is the view i cast about i'm leaving no room for you to get out you'll never get out dove, can't you cry without an aside i need you as my way across my life to spend these years create a new thought for i give you strength and offer my heart take these chains and hold them as ours for i'm a star and i will shine in a season all mine a lyric, a time, a crusade, a line one minute, a friend, a road without end a lyric, a time, a crusade, a line one minute, a friend, a road without end a lyric, a time, a crusade, a line one minute, a friend, a road without end a lyric, a time, a crusade, a line one minute, a friend, a road without end a road without end Ed ora un intramontabile Freddie Mercury in: Save me:

It started off so well They said we made a perfect pair I clothed myself in your glory and your love How I loved you How I cried The years of care and loyalty Were nothing but a sham it seems The years belie we lived the lie "I love you 'til I die" Save me, Save me, Save me I can't face this life alone Save me Save me Save me I'm naked and I'm far from home The slate will soon be clean I'll erase the memories To start again with somebody new Was it all wasted All that love ? I hang my head and I advertise A soul for sale or rent I have no heart, I'm cold inside I have no real intent Save me, Save me, Save me I can't face this life alone Save me Save me Oh I'm naked and I'm far from home Each night I cry and still believe the lie I love you 'til I die (Save me, Save me, Save me) Yea, yeah Save me yeah Save me oh Save me Don't let me face my life alone Save me, Save me Oh I'm naked and I'm far from home
Ipse Dixit
L'amara scoperta che Dio non esiste ha ucciso la parola destino. Ma negare il destino è arroganza, affermare che noi siamo gli unici artefici della nostra esistenza è follia: se neghi il destino la vita diventa una serie di occasioni perdute, un rimpianto di ciò che non è stato e avrebbe potuto essere, un rimorso di ciò che non è fatto e avremmo potuto fare, e si spreca il presente rendendo un'altra occasione perduta. -Oriana Fallaci-
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